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Sci da discesa, sci di fondo e sci alpinismo

Sci da discesa, sci di fondo e sci alpinismo

Lo sci da discesa, di fondo, lo sci alpinismo e lo snowborad nelle Piccole Dolomiti: discipline a confronto - Recoaro Mille (Veneto)

Sci da discesa

Recoaro Mille: Collegata al centro di Recoaro da una moderna cabinovia, e facilmente raggiungibile da tutti anche in auto, la stazione invernale di Recoaro Mille si sviluppa in grandi spazi da quota mille in sù, esibendo prima i suoi dolci pendii innevati per i meno esperti, e poi le ripide discese per i provetti dello sci. Per ognuno a seconda dei gusti e dell'abilità , piste e impianti di risalita per soddisfare la voglia di sci.

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Nel 1555 si pubblicò a Roma la versione italiana del testo dell'arcivescovo di Uppsala, Olaus Magnus, intitolato Historia de gentibus septentrionalibus.
Vi si descrivono "certi legni lisci e piani, piegati e ritorti in punta..... accomodati e ben fermati ai piedi con i quali le genti settentrionali si girano e trasportano sopra li alti monti de le nevi con meravigliosa destrezza ".
Circa cento anni dopo, nel 1663 il sacerdote ravennate Francesco Negri compì un lungo viaggio nelle regioni nordiche e raccolse le sue esperienze in un libro intitolato "Viaggio settentrionale". Egli riferisce di "due tavolette sottili, che non eccedono in larghezza il piede, lunghe otto o nove palme, con la punta alquanto rilevata per non intaccar la neve ". Nell'ottocento uno sciatore è il protagonista del romanzo Ondina di Fréderic de la Motte Fouqué. Nel 1888 il norvegese Nansen attraversò la Groenlandia con gli sci.

Fu un eclettico pittore svizzero, Mathias Zdarsky, alpinista solitario e montanaro di elezione a inventare lo slalom. Egli organizzò una gara di discesa con 800m di dislivello e 47 porte. Nel 1900 fu lui a proporre e fondare la Federazione Internazionale dello Sci Alpino. Era intrepido e coraggioso e sfidò i norvegesi, popolo di grandi tradizioni sciistiche, ad una gara di discesa con partenza dalla vetta del Monte Bianco.

Sempre verso la fine dell'ottocento e agli albori del novecento, nacque il turismo sciistico.
Si far risalire il business dello sci invernale all'iniziativa di un pastore metodista, certo Henry Lunn, che rientrato dalle Indie in condizioni di salute molto precarie, decise che suo compito era quello di risolvere il problema della divisione della cristianità. Così organizzò una conferenza di teologi a Grindelvald. Per organizzare i viaggi dei vari invitati, Henry Lunn mise in piedi un'agenzia turistica. Il risultato del convegno fu del tutto negativo per quanto riguardava la riunione della cristianità: rimase però l'agenzia che cominciò a gestire un flusso turistico ben presto indirizzato alla stagionalità sciistica.
Non si può terminare questa breve nota storica senza citare Hemingway che nei Quarantanove racconti parla per il suo protagonista Nick di "...una inebriante e travolgente corsa, balzi improvvisi per superare ripidi dislivelli sul fianco del monte.. con meravigliosa sensazione fisica del volo ". Bene, veniamo ad oggi. Lo sci di discesa rappresenta un vero e proprio fenomeno di rilevanza sociale, lo dimostrano le code alla partenza degli impianti e il business che ruota intorno a questa elegante attività sportiva.

Lo sci di discesa presenta molti aspetti positivi. E' attività fisica relativamente facile. Si può sciare bene o male, ma è certo che tutti sono in grado di acquisire una tecnica sufficiente a destreggiarsi, soprattutto oggi ove le piste sono battute meccanicamente e ogni asperità è stata cancellata.
Inoltre, lo sci di discesa garantisce una gran bella vista e una compagnia simpatica. Infine, non è molto dispendioso dal punto di vista energetico, si sfrutta infatti l'accelerazione di gravità. La spesa energetica serve solamente a frenare la progressione e a modificare il percorso: la spesa energetica è maggiore quanto maggiore è l'effetto freno e questo è esattamente il caso di un principiante che si oppone con tutte le sue forze all'aumento della velocità.

Sci di fondo

In Svezia fu trovato in una palude uno sci datato a ben 5000 anni fa. Inoltre, risale al 2000 a.C. la più antica rappresentazione che ritrae due cacciatori di renne che inequivocabilmente calzano specie di sci.
Molto più vicino a noi, il re Gustav Wasa, fondatore della monarchia svedese, non essendo riuscito a convincere il suo popolo a ribellarsi alla dominazione danese, partì sconsolato da Mora per recarsi in terra norvegese e cercare aiuto. Fu raggiunto dopo circa 90 km a Salen da due messi che gli comunicavano la decisione coraggiosa di ribellarsi ai danesi. Sicuramente notevole la prestazione di Wasa, ancora più significativa quella dei due messi che si misero alle sue calcagna e lo raggiunsero. Dal 1922, gli svedesi ricordano questo lontano episodio con una gara di fondo, la Vasaloppet , che si snoda da Salen a Mora, percorrendo in senso inverso la marcia dell’antico re.
Auguriamo a tutti di correre una Vasaloppet, e di provare l’emozione di vedere il campanile della chiesetta di Mora che sporge dalla nera boscaglia proprio vicino all’arrivo.
Certamente lo sci è nato al nord come mezzo di trasporto oltre il 55° parallelo. Come sempre, la natura fornì il suggerimento per inventare lo sci di fondo. Gli sci di fondo vengono dalle betulle che coprono fittamente le colline scandinave. Le betulle hanno un diametro di 5-8 cm e sono alte e dritte. Tagliate a metà per il lungo una betulla (operazione che risulta facile per la natura del legno) ed ecco un paio di sci da fondo.
Un po' più difficile deve essere stato curvare la punta. Se visitate il museo di sci di fondo di Lahti, ridente cittadina finlandese patria del fondo, vedrete che i primi sci sono proprio betulle tagliate a metà per il lungo, e vedrete anche i vari tentativi per dare alla punta la curvatura necessaria. Oggi il legno di betulla, così leggero e resistente, è solo un componente dei moderni sci da fondo.

Scialpinismo

Il fascino di questa disciplina sportiva è difficile da descrivere a parole, ma forse risiede nel suo stesso nome: sci più alpinismo. In pratica, l'unione di due tra gli sport più belli ed esaltanti della montagna. Le impagabili soddisfazioni dell'alpinismo si uniscono così all'allegria tipica dello sci da discesa, creando una "miscela" unica, che per molti è più di un semplice sport: è uno stile di vita. Certo, occorre una certa preparazione ed esperienza, ma meno di quanto si possa immaginare.

Prima di tutto, cosa si intende per scialpinismo? Secondo il dizionario, si tratta di una "attività sportiva che utilizza gli sci per effettuare ascensioni ed escursioni in montagna, caratterizzate da notevole dislivello e discese fuori pista".

In altri termini, lo scialpinismo è il modo probabilmente più completo e affascinante per percorrere e scoprire la montagna innevata, basandosi sull'unione di due discipline sportive anch'esse di grande fascino: l'alpinismo e lo sci da discesa. Tuttavia, occorre precisare un fatto molto importante: per fare scialpinismo non è indispensabile essere "alpinisti". Il più delle volte, è sufficiente essere dei buoni "escursionisti", ben allenati fisicamente, preparati tecnicamente, ma non certo dei superuomini o degli "scavalcamontagne". Questo per dire che lo scialpinismo non è uno sport per pochi. Con le dovute cautele, e con un approccio corretto, si tratta di una disciplina sportiva alla portata di molti, in grado di regalare grandissime soddisfazioni, e con molti meno pericoli di quanto comunemente si possa pensare.

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