Recoaro Terme: FLORA e FAUNA delle Piccole Dolomiti
La Primula Recubariensis | Il Croco | La Stella Alpina
Il camoscio | La marmotta | La vipera
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FLORA delle Piccole Dolomiti : La Primula Recubariensis

Cresce solo a Recoaro la "Primula Recubariens" una nuova specie scoperta solo nel '97 da Silvio Scortegagna, docente di scienze al liceo scientifico della vicina città di Schio e Filippo Prosser, conservatore del Museo Civico di Rovereto. Dopo attente analisi e confronti, anche con due tra i maggiori esperti in Europa, si è stabilito con certezza che la primula di Recoaro, dai fiori viola, cresce esclusivamente in questa ristretta area di sette chilometri a sud del passo di Campogrosso.
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FLORA delle Piccole Dolomiti : Il croco

Già conosciuto ai tempi dei Greci, è un fiore diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, dall'Asia Minore all'Africa Settentrionale. Il suo nome deriva dal greco kroke, che vuol dire filamento, proprio a rappresentare i lunghi stimmi che caratterizzano il suo fiore.
Omero descrive il talamo nuziale di Giove e Giunone ricoperto di tantissimi fiori tra cui il croco. Per questo motivo, uno dei significati attribuiti al fiore è quello della passione e dell'amore sensuale.
Al tempo dei Romani, il croco veniva posto sulle tombe, in quanto considerato simbolo di speranza per la vita ultraterrena.
Probabilmente, gli antichi conoscevano soltanto il croco da cui si ricava lo zafferano, con il quale preparavano anche filtri d'amore. Soltanto nell'età Vittoriana, al significato, in origine assegnato al fiore e cioè quello di amore appassionato, si iniziò ad affiancare quello di giovinezza spensierata.
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FLORA delle Piccole Dolomiti : La stella alpina

La Stella alpina è senza dubbio la più nota pianta alpina. Considerata il simbolo delle Alpi è spesso ricercata dai turisti anche a rischio della loro incolumità e della scomparsa della specie.
E’ una pianta erbacea eretta, alta 5-20 cm, con una rosetta di foglie basali da cui si dipartono uno o più fusti fittamente pelosi e perciò quasi bianchi. Anche le strette foglie sono bianco-lanuginose, specialmente sulla pagina inferiore, molto meno sulla superiore.
La stella è un’infiorescenza complessa in cui numerosi fiori tubulosi, molto piccoli e verdognoli, sono riuniti in capolini, circondati di squamette brune, che hanno un diametro di circa 5 mm; questi capolini (da 2 a 10) a loro volta sono circondati da foglie fiorali molto pelose e bianche, che sporgono costituendo i raggi della stella.
La Stella alpina cresce sulle Alpi e sull’Appennino ligure nei prati, nei pascoli sassosi e sui dirupi, sempre di natura calcarea, nella zona alpina, fin oltre 3000 m.
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FAUNA delle Piccole Dolomiti : Il camoscio

Il camoscio è molto diffuso in Italia.
Sicuramente avvistarlo è relativamente facile dai sentieri nei fondovalle con un buon binocolo, normalmente si trova o in branchi di femmine e piccoli o maschi solitari. Le zone che preferisce sono i pascoli sopra il limite arboreo. Più difficile è un avvistamento ravvicinato a causa della sua innata diffidenza.
Il camoscio è un mammifero dell'ordine dei Artiodattili, della famiglia dei bovidi. Il nome scientifico del camoscio è Rupicapra rupicapra.
Un adulto medio pesa dai 20 ai 45 Kg. Il camoscio adulto è alto dai 70 ai 85 cm e lungo dai 110 ai 140 cm.
Il colore del camoscio varia a seconda delle stagioni. Il camoscio nel periodo estivo è bruno (rosso - marrone) con una fascia nera sul dorso, mentre diventa Bruno scuro (marrone molto scuro) con dorso, ventre e guance bianche.
Il camoscio vive in media dai 10 ai 15 anni e si nutre di erbe comuni ed erbe medicinali, germogli, aghi di pino, mughi, felci e muschi. La sua agilità è proverbiale: il camoscio ama correre e giocare con i suoi simili, superando velocemente grandi dislivelli su pietraie e pareti rocciose apparentemente inaccessibili. Le corna, a uncino, sono presenti nei due sessi, ma nel maschio sono più massicce. I piccoli, raramente gemelli, nascono verso la fine di maggio dopo sei mesi di gestazione. Il camoscio vive in montagna nelle vette e boschi più alte. Il camoscio riesce a vivere fino ad altezze di 3000 metri.
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FAUNA delle Piccole Dolomiti : La marmotta

La Marmotta è un roditore di facile osservazione nei pascoli al di sopra della vegetazione arborea. Il suo habitat tipico è rappresentato dalle praterie alpine e dagli ambienti di transizione ad esse attigui, formazioni basso-arbustive e zone rocciose.
Di abitudini diurne, dedica la giornata alla ricerca di cibo (varie specie erbacee e avolte qualche insetto o vermi), a farsi pulizia, a prendere il sole e a giocare con i conspecifici. Trascore la notte e le ore più calde del giorno all’interno della tana scavata nel suolo.
Le tane possono essere molto complesse e vengono distinte in estive e invernali. Le prime presentano numerose entrate, generalmente poste su un prato al riparo di una roccia o di un cespuglio, da queste diparte un intricato sistema di cunicoli alla profondità di 30 – 90 centimetri, alcuni con funzione di latrine, altri a fondo cieco, altri lunghi parecchi metri e conducenti al nido, un vano tappezzato di erba secca dove gli animali si riposano e hanno luogo i parti e l’allattamento dei piccoli.
Le tane invernali hanno una sola entrata, con un corridoio di 6 – 10 metri prevalentemente rettilineo al cui termine dopo un tratto in salita, si trova la camera in cui gli animali, in gruppi anche numerosi, vanno in letargo.
Il letargo (da ottobre ad aprile) è regolato da fattori esterni (temperatura, luminosità) ed interni (ormoni), i cui meccanismi d’azione sono ancora in parte sconosciuti.
Durante il sonno la Marmotta rallenta tutte le funzioni vitali: la temperatura corporea scende a 5 gradi, il battito cardiaco rallenta a 5 al minuto e le inspirazioni scendono a una ogni 5 minuti. Questo rallentamento del metabolismo consente un enorme risparmio energetico, anche se la mortalità, specialmente nei piccoli, rimane molto alta.
Il risveglio coincide con il periodo degli accoppiamenti. Al termine della gestazione di 30 – 35 giorni, la femmina dà alla luce 2 – 7 piccoli, che usciranno dalla tana dopo 40 giorni.
Tra i fattori di mortalità della specie va ricordata la predazione, dovuta principalmente all’Aquila reale e ove presenti ai cani vaganti. Di fronte al pericolo, una o più marmotte emettono un grido acuto detto fischio, provocando la fuga di tutti gli individui nelle tane.
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FAUNA delle Piccole Dolomiti : La vipera

La vipera comune (Vipera aspis), diffusa quasi esclusivamente in collina e in montagna. Caratteri distintivi della vipera comune: lunghezza degli adulti solitamente inferiore agli 80 cm e comunque sempre ampiamente al di sotto del metro;i giovani, che misurano alla nascita intorno ai 20 cm, hanno una colorazione simile a quella degli adulti.
Altri tratti caratteristici della vipera comune sono il capo triangolare, ben distinto dal collo, muso squadrato con apice rivolto in alto, pupille verticali, squame del capo piccole; corpo massiccio, coda corta. Postura e movenze possono aiutare il riconoscimento a distanza: le vipere tengono spesso il corpo ripiegato a S e fuggono con andatura lenta, senza farsi troppo notare.
Le vipere vivono di preferenza nelle zone ben assolate e ricche di vegetazione (boscaglie, arbusteti, zone rocciose, pietraie). In estate, nelle ore più calde, stanno al riparo tra la vegetazione, mentre sono più attive al mattino e di sera. Con temperature più fresche (primavera, autunno) si espongono più a lungo al sole. In questi periodi è più elevato il rischio di un incontro ravvicinato, in quanto le vipere sono più lente e non sempre si allontanano spontaneamente.
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